lunedì 18 gennaio 2010

Conchiglie


Conchiglie
Ero in viaggio.
Mi è capitò di finire in un villaggio di pescatori, lontano che non ricordo il nome né come ritornarci. Ricordo solamente che c'erano i pescatori, le barche con le reti, poche case e... il mare. Meraviglioso, cristallino e ricco di vita: un mare che non si trova neanche nei dépliant!
In quella natura così generosa il tempo sembrava che si fosse scordato di andare avanti. Nel paese non mancava nulla...c'era pure il tipico "matto del villaggio"! Era un uomo con la pelle cotta dal sole, con rughe profonde per quanti dovevano essere il doppio dei suoi anni e i capelli bianchi arruffati. La gente del villaggio se ne divertiva di lui.
Passava giornate intere sulla spiaggia a raccogliere conchiglie poi andava per il paese e per quelli vicini con un carretto arrabattato da lui, carico di gusci vuoti mostrandoli alla gente e agli occasionali e rari turisti.

Avevo piantato la mia tenda tra la spiaggia e la pineta ed una sera ero lì che mi godevo il tramonto: pensavo solamente a respirare forte l'aria che rinfrescava e a guardare l'immensa distesa blu che s'infuocava lentamente. Ad un tratto vidi venire verso di me proprio quel vecchio pazzo! Mi chiese se per caso una di quelle conchiglie fosse mia. Gli risposi di no ma lui mi chiese di guardarle un po' più da vicino. Ero perplesso e gli chiesi come faceva una conchiglia ad appartenere a qualcuno: se mai apparteneva al mare.
Lui mi rispose con un bel sorriso dicendo che i bambini sognano e lo fanno sempre, anche ad occhi aperti. Così facendo vengono a conoscere quali sono i loro desideri e riescono a vedere squarci del futuro. Poi succede che crescono e dimenticano tutto. I loro sogni finiscono lontano, in fondo al mare dove non li possono più trovare. Giù, in quei neri abissi, i sogni perduti vengono raccolti dalle conchiglie e custoditi nei loro gusci finché le onde e la marea non le trasportano sulla spiaggia così che possano aprirsi al sole ed aspettare che qualcuno passi e riconoscere nel suo interno il proprio sogno. Poi si rattristò e continuò dicendomi che le conchiglie rotte sono i sogni persi per sempre, che nessuno ritroverà più... Mi fissò in un lungo silenzio nel quale dai suoi occhi cominciò a trasparire tutta la sua lucidità e in fine mi disse che sapeva bene che la gente lo credeva matto ma che dovevo vedere le facce che facevano coloro che ritrovavano i propri sogni... Tornano bambini.

venerdì 3 luglio 2009

Buonevacanze


Buonevacanze
Inserito originariamente da Mnemomaz [Con la cravatta]

"Le luci si spensero; una massa di fumo s'innalzò: prese la
forma di una montagna dalla cima incandescente vista in lontananza.
Vomitava fiamme verdi e scarlatte, quindi dal suo ventre volò
fuori un drago d'oro rosso, non in grandezza naturale, ma estremamente
verosimile; sputava fuoco dalle possenti mascelle e lanciava
verso il pubblico sguardi infuocati e terribili; ci fu un ruggito; poi
il drago passò sibilando tre volte sulla testa della gente. Tutti si
gettarono a terra e molti batterono la testa. Il drago tornò a passare
su di loro alla velocità di un treno, fece un salto mortale e scoppiò
nel cielo di Lungacque con un boato assordante".

A pagina 55, proprio nel mezzo, dell'edizione Rizzoli (ma non è cambiata in quella Bompiani) del Sognore degli Anelli, Tolkien usa questa parola messa in evidenza: treno. O meglio la usa Frodo! E si perché nella costruzione fantastica del romanzo, è Frodo che riporta per iscritto le cronache degli accadimenti rigurdanti le vicende della fine della Terza Era della Terra di Mezzo.

Questa cosa mi colpì fin dalla prima volta che lessi il libro. Prima ancora di capire che era Frodo a raccontare.

Ne parlai con gli amici anch'essi patiti del genere, i quali mi liquidarono dicendo: "e va be', s'è sbajiato".

Si, non v'è dubbio: Tolkien "s'è sbagliato"!

Ma mi son sempre chiesto che cosa avesse spinto T. a fare questo errore. E la domanda ha preso sempre più consistenza man mano che apprendevo cose nuove della biografia e degli altri suoi scritti.

Rimarrò col dubbio. Anche perché non ho mai trovato nessun'altro che ne parlasse ma ci tengo a farlo notare, ogni tanto, come fosse una curiosità, un aneddoto, un piccolo segreto che ho scoperto che in qualche modo mi avvicina personalmente a T., al suo mondo... Anzi, al suo modo di vedere il mondo!

giovedì 5 marzo 2009

Altra Velocità


Altra Velocità
Inserito originariamente da Mnemomaz
Piove. Bologna mi aspetta.
Un AR in giornata per incontrare nuovi amici. Che mattata!
100 euri spesi così, di 'sti tempi... Sto mese la vedo brutta...

Eh si, un biglietto andata e ritorno per Bologna costa 100 euro circa e ci sono pochissime alternative: Freccia Rrossa a ogni ora, ogni minuto.

L'Italia va veloce...

Dove, non lo so. E non lo sa nessuno, nonostante le tante informazioni che ti propinano in continuazione.
Avete visto quanti monitor hanno messo a Termini? E anche nelle altre stazioni, le Grandi Stazioni...! Pubblicità!

Però il monitor al binario 7, oggi, non diceva il nome del treno nè l'oraio nè la destinazione... Una svista? Un guasto? Mi son fidato e son salito.

Prendo treni tutti i giorni. Il disagio è grande. Il servizio è davvero scadente e, credetemi, insalubre!!

Ma l'italia va veloce.

E io mica capisco, mica mi ci trovo tanto... Sarà che vado a un altra velocità!!

mercoledì 21 gennaio 2009

Ma io faccio teatro.

Ricordo Marco Paolini.

Era lì, in televisione.
Era l'Oscar della Televisione. Forse il '97. Non so se c'avete presente.

Bè ti chiamano Lui per ricevere un premio.

Avevano da poco dato alla TV il suo spettacolo sul Vaiont e allora lo premiavano per non ricordo quale categoria televisiva. E lui va. Va a prendersi questo premio. Ma va con un aria perplessa, un'espressione sperduta. Si prende il premio e, sarà stato Daniele Piombi - vatti a ricordare, si gira e presenta quello che viene dopo. E Lui rimane un istante lì, sempre sperduto, con appesa sulle labbra mezza sillaba e quella faccia, non la scorderò mai, quella faccia, che lui è attore e la sa far bene, quella faccia, che forse gli è venuta proprio dal cuore...

Insomma non la scordeò, quella faccia come per dire, come dice lui con quella sua cadenza un po' veneta un po' non lo so bene di dove cazzo è lui, "Ma io fazzo teatro"!


~~~

Piombi (vatti a ricordare) lo guarda come per dire "T'hanno dato un premio a te chi cazzo sei?, non rompere i coglioni!". E continua per la sua scaletta.


Chissà perchè l'ha preso, Lui? Mi son chiesto. Io glielo avrei infilato su per "lì"! Ma forse mi son' immaginato tutto.

E poi diec'anni dopo vengo a raccontarlo?!
Che strane cose 'ste suggestioni!!

lunedì 24 novembre 2008

Fantasma vivo. Fantasma morto.

Nessuno poteva stare fuori, nemmeno io, tanto il frastuono e la devastazione.

E quando smisero tutti gli spari dei mortai e delle mitragliatrici.
E quando non si sentirono più i cingoli dei carriarmati.
E quando gli aerei smisero di sorvolarci e quando finirono tutte le bombe e la terra non tremava più

allora uscimmo.

Era un'alba e c'eravamo solo io e lui.
Lui non poteva vedermi.
Io non potevo toccarlo.

Ed eravamo solo io e lui.

mercoledì 5 novembre 2008

Rivoluzione

Non sono mica tanto convinto che la rivoluzione poi serva davvero.
Scendere in piazza a manifestare...
Gridare contro chi si oppone al bene comune.

Ho come l'impressione che tutto sia parte di un sistema in grado di digerire anche la rivolta. Anzi capace perfino di nutrirsene.
E così, la rivoluzione, perde d'efficacia e di senso...

L'unica rivoluzione che forse val la pena è una rivoluzione intima, personale che porti l'individuo a scegliere l'onestà.
La rivolta dell'ora d'aria, si potrebbe chiamarla così...

mercoledì 28 maggio 2008

K


K
Inserito originariamente da Mnemomaz

Già che tu mi guardi
e mi ritrovo un po'...

Una cosa che mi permette di non perdermi troppo sono i tuoi occhi.

Odio quando non mi guardi. Divento furioso.

Quando son partito e ho fatto naufragio e a fatica sono riuscito a tornare a casa non c'erano i vecchi amici ma ho trovato te che passavi di lì e mi hai guardato.

No, non chiedetemi di raccontare qualcosa seguendo un criterio temporale o che so io... No. In fondo mi trovo qui per sbaglio.

Ciò non toglie che ci godo un po' a perdermi. Mi piace il naufragio: chiamala "sindrome da Robinson Crusoe"...